Videosorveglianza e Privacy: un piccolo approfondimento

“Quando si parla di videosorveglianza si parla di privacy…”

 

Ma anche l’immagine é da considerarsi dato personale?
Ai sensi del Provvedimento in materia di videosorveglianza dell’8 Aprile 2010 (Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 2010) per dato si intende qualunque informazione relativa a  una persona fisica identificata o identificabile anche indirettamente, mediante il riferimento a qualsiasi altra informazione e per trattamento si intende la raccolta, la registrazione, la
conservazione e in generale l’utilizzo di immagini.

La risposta é dunque affermativa, l’immagine é dato e va protetta ai sensi della normativa sulla privacy.

Proviamo quindi a sintetizzare in 14 punti le regole in materia applicabili alla videosorveglianza.

  1. Quando può essere utilizzata? Solo quando le altre misure siano insufficienti o inattuabili. E’ l’extrema ratio, per così dire.
  2. Per quali finalità? Per vari fini (ad es. incolumità e protezione degli individui o protezione della proprietà) purché il suo utilizzo non determini un’ingerenza ingiustificata nei diritti e nelle libertà fondamentali degli interessati.
  3. Quali principi vanno rispettati? Quelli di liceità, necessità (ridurre al minimo l’uso dei dati personali) e proporzionalità (pertinenza e non eccedenza).
  4. Serve l’informativa? Sì, e debitamente compilata. Gli interessati devono sempre essere informati del fatto che stanno per accedere ad una zona videosorvegliata. La cartellonistica deve essere di immediata comprensione e chiaramente visibile (anche in orario notturno, ove necessario).
  5. Se le immagini vengono registrate? Il registratore dovrebbe essere installato in locale chiuso all’interno di un armadio rack chiuso a chiave e accessibile solo al titolare dei dati.
  6. Se si presentano rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali degli interessati? In tal caso è necessaria una verifica preliminare dell’Autorità che dovrà dare esplicito riscontro (non vale il silenzio-assenso).
  7. Come vanno protetti i dati? Con idonee e preventive misure di sicurezza che riducano al minimo i rischi di distruzione, perdita, accesso non autorizzato, trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta, anche in relazione alla trasmissione delle immagini.
  8. Sono necessarie delle nomine ad hoc? Sì, il titolare deve nominare per iscritto gli incaricati, individuanto differenti livelli di accesso in base alle mansioni specifiche.
  9. C’è un tempo massimo di conservazione dei dati? Sì, il tempo necessario per raggiungere le finalità di cui all’informativa. Di norma si va da poche ore a 24 ore successive alla rilevazione. Tempistiche più lunghe (fino a una settimana) sono possibili soltanto in presenza di elevati fattori di rischio (ad es. nel caso di banche o mezzi di trasporto). Laddove si presenti la necessità di allungare i tempi di conservazione sarà necessario richiedere una verifica preliminare adeguatamente motivata al Garante della Privacy.
  • Cosa succede allo scadere del termine? I dati vanno integralmente cancellati e resi non utilizzabili.
  • Ci sono settori specifici con riferimento alla normativa sulla videosorveglianza? Sì, riguardano i rapporti di lavoro (divieto di controllo a distanza del lavoratore), scuole, ospedali, trasporti pubblici, i soggetti pubblici, i privati e gli enti pubblici economici.
  • Se si utilizza per soli fini personali? Non si applicano le norme privacy.
  • Si possono diffondere le immagini/riprese? No, queste possono essere acquisite solamente dalle Forze dell’Ordine e dall’autorità giudiziaria in presenza di ipotesi di reato.
  1. A quali sanzioni si va incontro in caso di non ottemperanza? Inutilizzabilità dati, blocco o divieto del trattamento, sanzioni amministrative e sanzioni penali.

 

Avvocato Anna Capoluongo
Area Legal › Vi5ionair
anna@vi5ionair.com

Lascia un commento